Toyetic di polvere e memoria

Bambola in biscuit

La bambola seduta sul divano letto, con il cappello di paglia, l’abito di pizzo bianco e le scarpe dalla suola consumata
Collezione
Bambole
Anno
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Bambola con la testa in biscuit, la porcellana lasciata opaca, senza smalto. Ha gli occhi di vetro azzurro-grigi con l’iride a raggiera, le ciglia e le sopracciglia dipinte a pennello e la bocca aperta su quattro dentini. Il corpo è snodato: si piegano gomiti, polsi e ginocchia. Veste un abito di tulle a pois con bordure di pizzo, calzini bianchi, scarpe bianche dalla suola consumata e un cappello di paglia. Fabbricante e data restano ignoti.
Il volto di fronte, con gli occhi di vetro azzurro-grigi, le sopracciglia dipinte e quattro dentini nella bocca aperta
Fino agli anni Venti del XX secolo le teste in biscuit erano “appannaggio delle industrie tedesche”, scrivono Linfante e Bertola: anche la Furga di Canneto sull’Oglio, la prima azienda italiana di giocattoli organizzata su scala industriale, le importava dalla Germania e le montava sui propri corpi. Durante la Prima guerra mondiale, con il divieto di importazione, costruì una sua fabbrica di ceramica, e le sue prime teste in biscuit uscirono dal forno la Vigilia di Natale del 1922, secondo il Museo del Giocattolo Furga.
Il volto di tre quarti, girato verso la sua destra, sotto la falda del cappello di paglia
Il volto e il cappello di paglia, con i nastri bianchi fra i capelli
L’abito di tulle a pois con gli inserti di pizzo e il braccio destro snodato al gomito e al polso
Le gambe snodate alle ginocchia, i calzini bianchi a coste e le suole consumate delle scarpe
La bambola seduta di fronte, con le gambe distese sul divano letto